Dimagrire “in pillole”

Gli italiani amano le diete.

Il mio amico e collaboratore Paolucci lo sa bene:almeno il 70% delle donne e il 40 % degli uomini ne hanno affrontata una almeno una volta nella vita.

Diete spesso brevi e velleitarie, “fatte in casa”: dopo i bagordi del natale e prima dell’estate.

Nella maggior parte dei casi non vanno al di là di un generico mangiar meno e un po’ meno grasso.

Va bene anche così: vuol dire che almeno ogni tanto ci ricordiamo che l’uomo (e la donna) moderno mangia troppo per quello che consuma.

Nella maggior parte dei casi chi si lamenta di essere in sovrappeso non ha più di tre, quattro chili di troppo.

Per questo motivo, ma anche in caso di sovrappeso più importante, fino a 12,13 chili, se seguite un regime alimentare ipocalorico ed equilibrato è più che sufficiente per tornare al proprio peso forma.

Le regole le conoscete: pochi grassi, molta frutta e verdura, carboidrati integrali.

Fate il più spesso possibile un po’ di attività fisica.

E’ un esercizio di volontà, perché soprattutto nei primi giorni la fame si fa sentire e il desiderio di pietanze un po’ più appetitose del tacchino ai ferri con insalata, anche.

Spesso, quindi, molti mi chiedono se non esistono sistemi meno dipendenti dalla nostra scarsa volontà.

Pozioni magiche che permettano di dimagrire anche mangiando lasagne e bigné o almeno di non sentire i crampi allo stomaco. Insomma, se è possibile dimagrire con delle medicine.

Esistono farmaci; soprattutto negli ultimi anni sono uscite sul mercato molecole anche molto efficaci e controllate, come l’orlistat e la sibutramina, ma le indicazioni per assumerle (sempre sotto controllo medico) sono precise: obesità medio gravi, associate a disturbi come ipertensione e alterazioni dei grassi nel samgue.

Non serve quindi prendere medicine per pochi chili in più.

I principi attivi dei farmaci spesso agiscono a livello del sistema nervoso centrale e non sono privi di effetti collaterali.

Per esempio gli anoressizzanti che si usavano tempo fa toglievano il senso di fame, rendendo praticamente impossibile la rieducazione alimentare che rimane l’obiettivo finale di ogni programma di dimagramento.

La sibutramina, invece, altera sì il senso di sazietà (ci si sente pieni molto prima) ma intevengono stimolando l’organismo a consumare di più.

Viene migliorata la funzionalità del sistema adiposo bruno, cioè le cellule che “bruciano” i grassi.

Come fare a sapere se rientrate nella categoria di coloro che necessitano di farmaci: personalmente parto dal calcolo del Body Mass Index.

Se risulta che esiste un sovrappeso grave, dopo avervi fornito ampie spiegazioni sul significato di questa situazione anche come fattore di rischio e di invecchiamento passerete dal collega nutrizionista dietologo.

Se si tratta invece di qualche rotolino di grasso in più?

Fornisco una dieta congrua ma molto precisa per poche settimane e posso utilizzare dei profarmaci, magari degli amidi, che attutiscono il senso della fame, oppure del chitosano.

L’effetto dei primi è come quello di una spugna: questi ingredienti naturali, pressati in pillole vanno assunti assieme a molti liquidi.

L’acqua li gonfia e lo stomaco si sente più sazio; mentre il chitosano coaugula i grassi contenuti nel cibo e ne impedisce l’assorbimeneto intestinale.

E sempre, sempre moto.

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