Se permettete, parliamo di aglio

Lo so che il Cavaliere non lo ama, anzi lo detesta. Ma si tratta di un prodotto naturale eccezionale e dalle grandi virtù terapeutiche. Si tratta di un vero e proprio farmaco.

Una serie crescente di prove scientifiche stanno dimostrando che in questa pianta ci sono sostanze (forse il tellurio) molto utili non solo in cucina.

Questi studi indicano l’aglio come un potente antibatterico e antivirale, soprattutto se consumato crudo. Per quanto riguarda le virtù come protettore di cuore e arterie e come anticancro sono efficaci sia l’aglio crudo sia cotto.

In particolare l’aglio ha mostrato la capacità di abbassare il colesterolo totale e la frazione LDL, quello “cattivo”.

Ha mostrato un’azione antiossidante come le vitamine C ed E, neutralizzando i radicali liberi che portano al processo di ossidazione del colesterolo, vero meccanismo della formazione della temutissima placca nei vasi sanguigni.

In uno studio in particolare si è dimostrato che facendo assumere uno spicchio al giorno per 16 settimane è in grado di abbassare la pressione, di potenziare il sistema immunitario, è fungicida e ha un’azione antisettica contro i batteri del cavo orale, ha mostrato una buona azione protettrice nei confronti del fegato (in questi casi lo consiglio sempre) e da studi controllati si evince una capacità anticancro che fa ben sperare.

Inoltre ha potere anticoaugulante paragonabile al ginkgo biloba, utile per prevenire fenomeni di trombosi, quindi attenzione per chi fa uso di farmaci anticoaugulanti (Coumadin, Sintrom).

In particolare gli studi si sono maggiormente concentrati sulla sua capacità di abbassare i grassi nel sangue: il problema è ancora quello di standardizzare i preparati perché questi ultimi hanno mostrato potenzialità diverse.

A volte anche di molto.

Comunque ne so abbastanza per consigliarvi di mangiarne una fesa tutti i giorni come volete, a scopo di prevenzione.

Se poi, in questa stagione, sentite che state per prendere un raffreddore o un’influenza, provate a mangiarne uno o due spicchi.

E’ probabile che ve li eviti.

La maggior parte delle persone non ha problemi se non supera queste dosi, ma se volete raggiungere delle vere e proprie dosi terapeutiche dovete prenderne anche quattro o cinquefese al giorno; in questo caso, ma raramente, si possono avere bruciori di stomaco, aumento dei gas intestinali e doloretti addominali.

In casi rari può dare dei problemi come anemia, dimagramento dermatite ed asma: se ve ne accorgete smettete E’ possibile ovviare a questi inconvenienti in due modi: avendo l’accortezza di eliminare il germoglietto verde o assumendo capsule di estratto secco che tra l’altro è inodore.

Alcuni ricercatori danesi hanno verificato anche una certa azione anti aging, ma per ora non c’è niente di sicuro su questo. Certamente in modo indiretto, rallentando e contrastando i fenomeni di aterosclerosi, l’invecchiamento generale viene ridotto.

Infine, all’Università di Hannover hanno testato con buoni risultati una dieta ricca di aglio per combattere l’irritabilità e l’ansia.

Insomma, sembra proprio che dai tempi in cui si tenevano trecce di aglio appese alla porta come rimedio contro i vampiri, ne è stata fatta di strada.

Da oggi, allora, cari amici lettori, non demonizziamo più questa pianta. Cosa sarebbe del resto un bel piatto di spaghetti senza un bello spicchio di aglio: basta non farlo abbrustolire nell’olio e toglierlo non appena si abbruna!

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